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Le follie della Basilicata: agricoltura di qualità sacrificata al profitto dell’energia “sporca”

Chi comanda in questa regione? Una vicenda inquietante che chiama in causa il risveglio delle coscienze e l’attenzione della magistratura

L’antefatto sarebbe lungo di anni, ma ci limitiamo a fatti più recenti. La Società Vrg127 S.r.l. intende realizzare il parco eolico – “Piano delle Tavole” – da 36 MW nel territorio dei Comuni di Banzi, Palazzo San Gervasio, Genzano di Lucania, Acerenza e Oppido Lucano. Autorizzato dalla Regione Basilicata, bocciato dall’ex ministero dell’Ambiente. La Società chiede, il 17 dicembre 2018, la proroga della validità del provvedimento di Via (Valutazione Impatto Ambientale) regionale, ma il Comitato Tecnico del ministero (CTVIA) da parere negativo il 23 aprile 2020. L’autorizzazione precedente, scaduta il 22 maggio 2019, riguardava anche e soprattutto le opere connesse per l’allacciamento alla RTN (Rete di Trasmissione Nazionale).

Che si fa? La Società gemella Vrg149 autorizzata alla realizzazione di un altro parco – “Tre Titoli” – da 16 MW viene in soccorso grazie alla Regione Basilicata che voltura l’’autorizzazione per le opere connesse della Vrg127 alla Vrg149, in modo tale che quelle opere si possano realizzare. Trattandosi, a questo punto di impianto sotto i 30 MW, la competenza diventa regionale. Di quali opere parliamo? Infrastrutture di allacciamento all’elettrodotto Terna di 150Kv interrato che diventa, con delibera regionale del 22 aprile 2014, per magia, un doppio elettrodotto aereo di 150Kv ciascuno. L’escamotage consentito dalla Regione Basilicata si materializza con una Determina del 22 luglio 2019 dell’Ufficio Energia che impone la servitù permanente dei terreni per le opere di connessione all’elettrodotto aereo. E dunque, non la Vrg127, ma la Vrg149 può eseguire il decreto di asservimento-esproprio sui terreni.

Nella foto uno scorcio del Parco Tre Titoli

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Per fare cosa?

Qualcuno dovrebbe sciogliere dei dubbi. Le opere connesse del parco eolico Tre Titoli, non sarebbero per niente opere di connessione alla RTN, poiché il parco già in funzione è già connesso alla stazione Terna di Banzi-Genzano a sua volta collegata alla linea elettrica di Terna Forenza-Maschito. L’elettrodotto da realizzare tra l’altro connette la stazione Terna di Banzi con la stazione Terna di Oppido e addirittura inframezzata in questo percorso è prevista la costruzione di un’ulteriore stazione Terna a Oppido. Sembra un grattacapo, è vero, ma semplificando e sintetizzando possiamo dire che la faccenda appare come una forma surrettizia per autorizzare tramite la Regione Basilicata opere di esclusivo interesse di Terna che sarebbero di competenza statale e cioè dell’ex ministero dell’Ambiente che ha già dato parere negativo alla proroga della Via alla Vrg127.

Violentata l’identità del territorio

Dunque sembrerebbe che la Vrg 149 stia facendo un lavoro “sporco” per conto di Terna Spa e che quelle cosiddette opere di connessione non siano altro che nuove infrastrutture che nulla c’entrano con il Parco Eolico Tre Titoli, ma con altri impianti futuri da realizzare (e da giustificare) sia eolici, sia fotovoltaici. Insomma si starebbe preparando una nuova imminente stagione di assalto al territorio dell’Alto Bradano. Territorio che qualcuno, magari la politica, ha trascinato in una situazione paradossale. Negli Anni 90 sarebbe stata una zona a prevalente sviluppo agricolo come testimoniano gli investimenti massicci nelle reti irrigue (dighe, distretto G) tuttavia ad un certo punto lo scenario si modifica: il territorio è interessato dalla sovrapposizione di opere (pubbliche e private), in conflitto tra loro. Dall’agricoltura di pregio a un groviglio di infrastrutture elettriche devastanti, dalla valorizzazione del patrimonio paesaggistico al proliferare di impianti eolici, fotovoltaici, elettrici. A Oppido Lucano questa conflittualità è evidente: laddove nasceranno infrastrutture elettriche sono già presenti impianti irrigui realizzati con legge dello Stato.

Nella foto un bocchettone dell’acqua connesso al Distretto G

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È tutto trasparente?

Ai profani come noi tutto questo appare in uno scenario di scarsa trasparenza. Facciamo un paio di esempi, ma ce ne sarebbero tanti altri. La lunghezza del costruendo elettrodotto Vrg 149 che probabilmente sarà volturato a Terna sarebbe di 16 chilometri e ricadrebbe dunque nella competenza dello Stato e non della Regione. La circostanza sarebbe nota anche ai carabinieri.

La stazione elettrica Terna a ridosso del Parco eolico Tre Titoli dovrebbe essere, ci risulta, a 50 metri di distanza dalla strada, invece la vediamo collocata direttamente sulla strada Genzano-Forenza. (Vedi foto )

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Nel frammento di questo fosco dipinto ieri le forze dell’ordine insieme con guardie private armate al servizio della Vrg149 hanno eseguito il decreto di asservimento di quei terreni a progetti futuri che il territorio respinge per natura. Un episodio inquietante che chiama in causa il risveglio delle coscienze e l’attenzione della magistratura. Gli uomini armati erano lì per far rispettare la legge, la legge di chi?