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Basilicata. Quinta tappa del viaggio nei vicoli dell’imprenditoria lucana: amici, parenti e soci

In questa puntata ci occupiamo del Gruppo Carone che insieme a Donnoli e Dandrea fa parte del Raggruppamento di impresa che concorre alla gara Total per lavori di sollevamento e logistica a Tempa Rossa. E poi vi raccontiamo di quella telefonata "passionale" giunta in redazione

Per chi ci segue sa che ci siamo fermati per un po’ nelle aree industriali dove sono insediate le aziende dell’indotto petrolifero. Dunque riprendiamo il viaggio tra Tempa Rossa e Viggiano per descrivere e capire il sistema aziendale e societario inserito nel circuito produttivo degli impianti Eni e Total. Nella tappa precedente abbiamo descritto il Gruppo Donnoli e il Gruppo Dandrea le due Società che, insieme al Gruppo Carone, hanno costituito il Raggruppamento di imprese per partecipare alla gara indetta dalla Total per l’affidamento dei lavori in area logistica e sollevamento. Una gara “misteriosa” da circa 5 milioni di euro di cui ci siamo ampiamente occupati e preoccupati. Il Gruppo Donnoli è alle prese con una vicenda da noi denunciata che riguarda il prelievo di acqua da un affluente del fiume Sauro, acqua venduta alla Total per l’impianto di Tempa Rossa. Nella quinta tappa ci occupiamo del Gruppo Carone che, per ragioni di spazio, abbiamo rinviato a questa puntata.

Il Gruppo Carone

“Fondata nel 1975 da Giovanni Carone, come Ditta Individuale, l’Impresa si è trasformata nel 1990 in Edil Carone di Giovanni Carone & C. S.n.c. con lo scopo di fornire prestazioni nell’ambito delle costruzioni civili ed industriali e servizi in ambiente minerario. Nel corso degli anni l’Impresa ha eseguito lavori per importanti Aziende ed Enti fra cui: Agip, Eni, Fina, Lasmo, Geoitalia, Total E&P Italia, Nuova Magrini Galileo, Siemens, Iveco, Marcopolo Engineering, Repower – Energia Sud, Termomeccanica, Friel, Maire-Tecnimont, Soprintendenza per i Beni Culturali e paesaggistici, Bonatti, Comunità Montana, Anas, Province, Acquedotto, Vari Comuni e Regione Basilicata. Nell’anno 2000, in un’ottica di diversificazione aziendale, viene fondata la Società CO.GE.SE S.r.l. che ha come oggetto la fornitura di servizi generali e nel 2010 si arricchisce ulteriormente con il ramo ingegneristico con Carone Engineering.” Così è scritto sul sito ufficiale del Gruppo.

Assetti proprietari nelle Società del Gruppo

La Edil Carone s.n.c. nasce nel 1990 e inizia l’attività nel 1991. Ha la sede legale e gli uffici a Corleto Perticara, e un deposito unità locale in Contrada Piano di Bosco sempre a Corleto. Esercita l’attività prevalente di costruzione e manutenzione di edifici civili ed industriali, strade, acquedotti e fognature, oleodotti, costruzione di pali e micropali, opere di difesa del suolo e sistemazione idrogeologica, coordinamento ed erogazione di servizi di trasporto per conto di terzi di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, merci varie. Al 31 dicembre 2020 aveva 15 addetti. Il capitale, alla data del 19 febbraio 2021, ammonta a 6mila euro circa (seimila euro) variamente suddiviso tra i componenti la famiglia: Giuseppe, Massimiliano, Francesco e Lorenzo Carone, Angela Maria Mastronardi. Soci amministratori sono Giuseppe e Lorenzo. Trattandosi di una Società in nome collettivo, non possiamo conoscere i dati economici e finanziari poiché le s.n.c. non hanno l’obbligo di deposito del bilancio e se anche fosse stato depositato il documento non sarebbe pubblico.

La CO.GE.SE. S.r.l., nasce nel 2000 e inizia l’attività nel 2001. Ha la sede legale a Corleto Perticara. Esercita attività di servizi connessi all’informatica, manutenzione e riparazione di macchine per ufficio, costruzione di edifici civili e industriali, strade, ponti, viadotti, movimento terra, pavimentazioni stradali, acquedotti. Al 31 marzo 2021 aveva zero addetti. Il capitale, alla data del 27 agosto 2020, ammonta a 10mila e 200 euro variamente detenuto dai componenti la famiglia: Giuseppe, Massimiliano, Francesco e Lorenzo Carone, Angela Maria Mastronardi. Amministratore unico è Giuseppe Carone.

Al 31 dicembre 2019 la Società registra un valore della produzione caratteristica, al netto di altri ricavi, pari a circa 31mila euro, con un calo rispetto al 2018 (41mila) e al 2017 (46mila), Al 31 dicembre 2019 chiude con un utile di circa 10 mila euro mentre nel 2018 l’utile è stato di circa 8mila euro e nel 2017 di 3mila euro.

Secondo gli esperti che hanno analizzato la serie storica dei tre Bilanci si evidenzia una media di periodo discreto, passando da un giudizio sufficiente nel 2017 ad un discreto nel 2019. Siamo, quindi, in presenza di un trend stabile. La redditività del Capitale proprio è molto superiore al minimo tasso atteso per remunerare il rischio-impresa.

La Carone Engineering. Di questa società che dovrebbe essere una S.r.l. non abbiamo trovato molte tracce. Sarà per i nostri mezzi limitati, tuttavia non siamo riusciti a recuperare dati sul web in generale né sui siti ufficiali di fornitori di informazioni aziendali, compresa la Camera di Commercio. Senza dubbio la Carone Engineering esiste ma, ripetiamo e ci scusiamo, noi non siamo riusciti a trovare informazioni di dettaglio sulla Società. Ci risulta, tra l’altro, che nessuno dei Carone abbia partecipazioni in quella Società nonostante si chiami Carone Engineering. Nelle prossime puntate, proveremo ad aggiungere e a chiarire questo tassello mancante.

Interessi in altre aziende

Lorenzo Carone ha una quota del 25% nella Post Creative Studio srls, una Società con sede legale a Corleto Perticara, nata nel febbraio 2021, con inizio attività nel marzo dello stesso anno. Al 31 marzo 2021 aveva un addetto. Esercita l’attività principale di conduzione di campagne marketing ed altri servizi pubblicitari.

Francesco Carone ha una quota del 5% nella Waway S.R.L. una Società con sede legale a Potenza, nata nel 2014 e attiva dallo stesso anno. Esercita attività di sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti e servizi innovativi ad alto contenuto tecnologico, piattaforma informatica di travel management, gestione uffici di viaggi e turismo… Socio, tra gli altri, al 45,75%, nonché amministratore unico è Giovanni Setaro, attuale sindaco di Muro Lucano, nominato nel 2014 a tempo indeterminato. La Waway è una start-up innovativa che sarebbe nata nell’incubatore della Innovation Factory s.r.l. di Trieste. La Innovation Factory negli anni dal 2013 al 2015 aveva unità locali a Melfi, Matera, Potenza dove svolgeva attività di consulenza imprenditoriale, pianificazione aziendale, supporto alla competitività delle imprese e al trasferimento tecnologico.

Curiosità: quella telefonata di Carone in redazione

È il 14 giugno, arriva una telefonata in redazione, la persona si identifica: sono Carone, (supponiamo si tratti di Giuseppe). Nei giorni precedenti siamo tornati ad occuparci molto di Tempa Rossa, con articoli, inchieste ed editoriali. E lui chiama proprio per questo: “voi rovinate le imprese e il territorio”. Ad un certo punto fa esplicito riferimento ai nostri articoli sulla gara Total con dettagli su quello del 4 maggio: “avevamo qualche probabilità di vincerla, ma dopo quello che avete scritto, abbiamo perso ogni possibilità, noi siamo del posto ed è giusto che lavorino i locali…voi non dovete fare i nomi delle persone, aspettatevi una querela”. Questo è il succo di una conversazione durata 5-6 minuti. Comprendiamo le rimostranze del signor Carone. Tuttavia, aver scritto che il Raggruppamento di cui la sua impresa fa parte sarebbe quello più accreditato, non crediamo abbia danneggiato qualcuno. L’aver scritto che una delle imprese del suo Raggruppamento prelevava acqua per la Total, da un affluente del fiume Sauro, probabilmente – come ha dichiarato la Regione Basilicata – senza alcuna autorizzazione, non danneggia il territorio, anzi lo tutela. E se la Total decide stranamente di rinviare i termini della consegna dei plichi a gara già chiusa, come abbiamo scritto il 4 maggio, non si può dire che Basilicata24 provochi problemi. Il problema, di trasparenza, è della Total. Noi informiamo l’opinione pubblica e facciamo domande. Se qualcuno ha voglia di rispondere risponda. Comprendiamo la passione con cui il signore che ci ha telefonato approccia questi argomenti e siamo certi che lo fa in buona fede.

La prossima tappa

Il viaggio continua tra le aziende dell’indotto petrolifero. Ci fermeremo ancora a Viggiano e nella valle del Sauro. Altre curiosità ci aspettano.

Qui la prima puntata, qui la seconda, qui la terza, qui la quarta.

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